Pao e Irwin, Isole metropolitane

Testo di Miriam Sironi

Isole Metropolitane è un progetto nato dall’idea di Massimo Costantini – artista poliedrico e fautore del colorato Laugh is Life di Piazza Maciachini – che vede il coinvolgimento di due capisaldi del movimento street internazionale: Pao e Irwin. L’idea è come sempre quella di rivalutare spazi marginali, così da portare vivacità ad anonimi quartieri periferici o, come in questo caso, ad aree degradate.

Pao e Irwin, Isole Metropolitane (Foto Alessia Ballabio)
Pao e Irwin, Isole Metropolitane (Foto Alessia Ballabio)
Pao e Irwin, Isole Metropolitane (Foto Alessia Ballabio)
Pao e Irwin, Isole Metropolitane (Foto Alessia Ballabio)
Pao e Irwin, Isole Metropolitane (Foto Alessia Ballabio)
Pao e Irwin, Isole Metropolitane (Foto Alessia Ballabio)

Lo scenario in cui Isole Metropolitane prende vita è il Parco Maserati di Lambrate, una delle zone verdi di riferimento per gli abitanti del quartiere. Buffo, se si pensa che il parco si sviluppa attorno al cavalcavia della tangenziale est, dove certo traffico e inquinamento sono all’ordine del giorno. Ma è proprio su questo contrasto che si basa tutto l’intervento di Pao e Irwin: gli otto piloni del cavalcavia diventano delle isole popolate da un lato da una natura rigogliosa, dell’altro dagli scarti prodotti da una società poco diligente (o forse intelligente).

Per realizzarlo ci sono volute tre settimane, durante le quali gli artisti si sono trovati letteralmente con i piedi a mollo, visto che i piloni sono collocati all’interno di un laghetto. Il tema è abbastanza palese, così come il messaggio che si vuole veicolare: la contrapposizione tra una società sommersa dai rifiuti e una possibile nuova visione di rispetto eco-sostenibile. Se da una parte, infatti, Pao e Irwin dipingono ciò che (purtroppo) ci aspettiamo di trovare sotto un cavalcavia come rottami di macchine, vestiti dismessi, lavatrici e vecchi telefoni, topi e rifiuiti di ogni genere, dall’altra dipingono una natura rigogliosa e incontaminata, habitat per aironi, api, farfalle e l’immancabile pinguino.

Pao e Irwin, Isole Metropolitane (Foto Alessia Ballabio)
Pao e Irwin, Isole Metropolitane (Foto Alessia Ballabio)
Pao e Irwin, Isole Metropolitane (Foto Alessia Ballabio)
Pao e Irwin, Isole Metropolitane (Foto Alessia Ballabio)
Pao e Irwin, Isole Metropolitane (Foto Alessia Ballabio)
Pao e Irwin, Isole Metropolitane (Foto Alessia Ballabio)

Ed è proprio da un pinguino che Pao inizia la sua carriera artistica, una ventina di anni fa. Si trattava di un paracarro, trasformato un po’ per gioco e un po’ per sfida in un pinguino, appunto. Lo scopo per Pao è sempre stato questo: divertire e divertirsi. Giocare con lo spazio e gli elementi urbani, trasformandoli in qualcosa di altro e di bello, per portare colore là dove impera il grigio.

“Mi resi conto che queste opere colorate riuscivano a cambiare qualcosa, a rendere più vivaci e gradevoli strade e quartieri che sembravano avere perso la loro anima. Mi piace chiamarla una sorta di trasformazione magica e positiva dello spazio urbano, che la street art è in grado di mettere in moto”.

Ed è lo stesso meccanismo che, insieme a Irwin mette in moto anche in Isole Metropolitane, trasformando un semplice e grigio sottopassaggio in un colorato giardino, pronto ad essere vissuto e partecipato dai cittadini.

Pao e Irwin, Isole Metropolitane (Foto Alessia Ballabio)
Pao e Irwin, Isole Metropolitane (Foto Alessia Ballabio)
Pao e Irwin, Isole Metropolitane (Foto Alessia Ballabio)
Pao e Irwin, Isole Metropolitane (Foto Alessia Ballabio)

 

Pao e Irwin,
Isole metropolitane, 2018
Laghetto Parco Maserati, Milano
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