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Mya Lurgo | Profezie del Divenire_Illuminazioni

“Gli occhi di un uomo possono svolgere due funzioni: la prima è vedere l’energia così come fluisce nell’universo e la seconda è ‘guardare le cose di questo mondo’. L’una non è migliore dell’altra, ma addestrare i propri occhi solamente a guardare è una rinuncia inutile e disonorevole” (Don Juan Matus – Carlos Castaneda)

Nelle Profezie del Divenire-IlluminAzioni, l’artista invoca la comunione-comunicazione con il proprio potenziale superiore: l’Immateriale. Questa relazione, che avviene soltanto attraverso l’immenso in se stessi, è azione illuminata messa in opera: infiltrazione di una nuova coordinata atta a integrarsi nella realtà.
L’infiltrazione è resa possibile tramite l’acquisizione dell’arte della corrispondenza, dove gli inesistenti margini di manovra del piccolo io sono tralasciati nel riconoscere l’Espressione Incommensurabile già integra e integrata in noi, dalla quale una volta che il contatto è avvenuto non possiamo, e nemmeno vogliamo, dimetterci. L’aderenza a questa comunione è pura confidenza e intermediazione ultrasensibile (dialogo catartico e anagogico), grazie alla quale l’artista si lascia illuminare e agire, senza frapporsi e senza imporsi. Ancora una volta quindi l’assenza dell’artista (il nulla della mentalità a favore del Vuoto) consente l’operare dell’Immateriale: lo spirituale nell’arte attraverso l’immaginAzione (non fantasticheria) e la rivelazione.
Questa serie avvia inoltre il trait-d’union tra gli Abiti di san(T)ità – persone fisiche che hanno inviato a Mya Lurgo myalurgo@gmail.com la loro immagine all’artista – e scatti fotografici di persone viste in TV o Internet, di cui non necessariamente viene indicato il nome; le singole personalità con il relativo corredo di riferimento, poco importano, ciò che ha significato è l’immaginifica integrazione nel Bene e nel Bello, perché ciò che accade nel mondo fisico costruisce la corrispondente forma nel mondo del desiderio, come i Rosacroce insegnano.
È importante evidenziare che l’esposizione di queste opere, di natura intima, non avviene per plateale buonismo, bensì per creare attraverso il focus di altri fruitori quel quid necessario ad apportare nuove inFormazioni al soggetto dell’opera – una possibilità di accrescere indefinitamente l’incommensurabile, all’interno della sensibilità umana dell’indefinibile – affinché lo stesso possa accogliere in sé ulteriori potenzialità di sviluppo – una memoria che non deriverà affatto dal passato ma che in se stessa sarà conoscenza –. Per far questo, non occorre che il soggetto sia al corrente delle finestre di opportunità messe in opera attraverso l’artista nel suo riconoscere iper-lucidamente la perfezione dello Spirito. Tale impregnazione avviene per scelta e si presenta quale opportunità. Visionare è opera/offerta d’artista in stato di grazia, integrare/accogliere è amor proprio del ricevente, in entrambi i casi nulla è dovuto. Non da ultimo, la forma materiale (l’opera) per essere sentita richiede un salto estimativo e concettuale, come lo stesso Klein ha suggerito dicendo: “I miei quadri non sono che le ceneri della mia arte”; per questo sarebbe interessante riuscire ad avere un resoconto, più che una critica sul virtuosismo della tecnica, da parte di chi ha sviluppato l’organo supplementare alla vista: la chiaroveggenza volontaria. Le Profezie del Divenire_IlluminAzioni entreranno a far parte del progetto imago®evolution.

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