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Mya Lurgo | Profezie del divenire Cosmo(a)gonia

La serie di Mya Lurgo è composta da dodici opere, di cui la dodicesima, intitolata Sia Così, è la sintesi digitale delle prime undici. Le Profezie del divenire Cosmo(a)gonia sono anch’esse opere che trasfigurano la percezione sensoriale e intellettiva a partire dall’artista, che accoglie da Internet immagini “horror” (i roghi dell’inquisizione, i rettiliani, la cospirazione globale, le investigazioni sui detenuti, i riti satanici, la violenza su donne e bambini, i giochi di potere del nazismo, il tema della morte), al fianco di immagini “benevole” alle quali, per abitudine o fede, siamo assuefatti.


Alchimia e metafisica sono parole chiave per comprendere quest’operAzione acentrica, che si pone l’obiettivo d’integrare gli opposti per consumarne gli effetti, sintomo-simbolo manifesto nel mondo-bolla.
Il quid energetico con il quale l’artista entra in contatto è elaborato in tutti i sensi (dodici secondo Rudolf Steiner), giacché l’energia mantiene attiva la sua contaminazione nell’inconscio collettivo – anima dell’umanità – nonostante gli eventi appaiano soggettivi. L’artista di fatto, opera un rifacimento sulla percezione-interpretazione dei mali del mondo, attraverso progressivi assemblaggi e destrutturazioni d’immagini (acentrismo) entro i quali vengono integrate delle icone mistiche – operazione oggettiva e cosciente – per riconvertire l’energia stagnante, grazie alla valenza del credo collettivo. In quest’operare metodico – rimaneggiamento senza giudizio – si genera la cristallizzazione della nuova informazione: Profezia del Divenire da cosmo-agonia a cosmogonia. Infine, l’artista rimane con la netta sensazione che tutto sia comp i u to, i n tendendo con ques to termine “neutralizzato”; in sintesi, il pathos collettivo non viene né alimentato né convalidato, anzi, il focus è posto, quale scelta consapevole, esclusivamente sulla componente Immateriale. In quest’ottica le Profezie del Divenire Cosmo(a)gonia di Mya Lurgo sono opere che trascendono l’agonia soggettiva e collettiva per rievocare e ricontattare il Cosmos, quale coerenza super partes.
L’invocazione dell’artista è l’opera visibile nel suo quarto stadio del processo. Il quinto e ultimo stadio, l’affidamento alla Fase Bianca o Vuoto o Opera al Bianco, si conferma quale rito intrinseco, così come i primi tre passaggi non più espressi visivamente.
All’occhio resta soltanto il di-segno. Il segno che diventa disegno è cristallizzazione di quanto è stato incantato, precipitato e offerto al mondo. Permane pertanto il modus operandi: acentrismo-cristallizzazione (la Profezia del divenire-acentrismo), sebbene la cadenza dei cinque passaggi non sia più evidente come nell’opera-prototipo. Da qui, l’applicazione del motto “gli estremi coincidono”. Le Profezie del Divenire uniscono dualità e dicotomie, in favore del filo conduttore che traduce “l’io e il tu” nel “noi” dell’umanità. Il potenziale dell’opera è nell’Immateriale divenire, da non intendersi come fato o destino, bensì quale destinazione suscitata dal sacrificio della propria opinione. Il risultato di quest’arte acentrica si rifà a un ordine di grandezza che supera la piccola volontà e la logica.

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