Double Why, la street artist che sovverte la pubblicità

C’è un ramo della street art che non interviene sui muri, ma affronta e sovverte l’industria pubblicitaria per eliminare l’inquinamento visivo da essa prodotto. Ne abbiamo parlato con la street artist Double Why.

Tratto da www.artuu.it

Si tratta di quella street art che si serve degli spazi pubblici esterni, sui cartelloni pubblicitari, adoperandoli come tele per comunicare messaggi contro il consumismo. Ne avevamo già accennato nel nostro articolo sulla Poster Art. Approfondiamo ora l’argomento con Double Why, street artist, donna, esponente del movimento di subvertising nonché parte con Hogre e Illustre Feccia del threesome show “DILDO” che inaugurerà il 15 febbraio presso la Street Levels Gallery di Firenze.

Hogre e Doublewhy, Nevrastenia, Roma

Cosa si intende per subvertising?

Subvertising è una parola inglese formata dalla crasi di Subvert e Advertising, quindi sovvertimento della pubblicità. È da quando esiste la pubblicità che si è sentita l’urgenza di intervenire su di essa. I metodi di intervento possono essere i più svariati: vandalizzare, rimuovere, occupare, modificare e anche reinventare queste immagini, appropriarsene e renderle altro.

Perché prendersela con la pubblicità? Perché questo accanimento? Molti pensano che il danno provocato da essa risieda nel condizionamento psicologico diretto all’acquisto di un prodotto, per cui non acquistando un prodotto che abbiamo visto pubblicizzato possiamo ritenerci immuni dal suo effetto. Il condizionamento però va ben oltre l’acquisto o meno: si estende al modo di vedere i nostri corpi, di costruire le nostre relazioni, di cercare la nostra felicità, fino al modo di concepire il mondo, che è sempre inquadrato in un unico sistema possibile, quello capitalista. Essendo un sistema che basa il suo funzionamento sull’iniquità, la sua propaganda non fa altro che distrarci dall’ingiustizia che viviamo quotidianamente per farci concentrare sull’ultimo feticcio che ci renderà finalmenty felicy (autocitazione). È talmente tanta che non la vediamo più, ma come ci insegnano i test psicologici sui messaggi subliminali, il nostro cervello immagazzina molto di più di quello che crediamo. Le nostre teste sono piene di spazzatura, di sogni che non ci appartengono e che servono ad arricchire l’1% della popolazione del mondo.

Il subvertising è innanzitutto un gesto liberatorio. Agendo su quel linguaggio che ci viene imposto ci liberiamo dell’effetto di quel messaggio su di noi. Se il linguaggio della propaganda si può sovvertire e riscrivere, allora anche lo stesso sistema che lo genera può essere cambiato; la realtà non è data e immutabile bensì fluida e riscrivibile.

Illustre Feccia, Hogre e Doublewhy, Trilogia dei Corpi, Roma
Hogre e Doublewhy, Fintissimi, Torino

 

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