coVIDArt | ImagoRevolution ai tempi del covid19

#imagoRevolution è un’operAzione di arte digitale work in progress nata nel 2015 da un’idea di Mya Lurgo e condivisa da Artisti internazionali affini negli intenti, ossia neutralizzare il pathos collettivo suscitato da immagini crude e tormentose amplificate e rese dilaganti da molteplici canali mediatici: tv, social network e internet con un semplice click.

Tali condivisioni, come un tam-tam, accrescono la paura, il risentimento, la frustrazione, l’impotenza, i sensi di colpa e la cupa rassegnazione… sentimenti non propizi a tenere in alto i cuori in situazioni extra-ordinarie a cui l’umanità da sempre è chiamata.

“Chiudete gli occhi e ricominciate.”
(Alejandro Jodorowsky)

 

Mya Lurgo, coVIDArt19-tuttoVAbene. Digitalart, 2020

Ciò che proviamo ha un proprio valore energetico creAttivo, capace dunque di generare un fenomeno di psichismo collettivo volontariamente orientato, chiamato eggregore: una forma-pensiero, che attrae a sé un circolo vizioso di rinnovata sofferenza per auto-alimentarsi.

#imagoRevolution attua il ri-bellarsi invitando gli artisti a compiere azioni alchemiche, poetiche e visionarie elaborando le immagini per alterare le coordinate immaginifiche, non tanto per cambiare il destino tramite una nuova visione/versione – quel che è fatto è fatto, purtroppo – bensì per liberare l’energia dell’evento in virtù dell’enunciato: “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.”

L’esposizione collettiva è in divenire tramite un OPEN CALL.
Gli Artisti sinora attivi sono: Maria Diletta Alessi, Gianni Barelli, Reisa Boksi, Laurene Bois-Mariage, Luciano Caggianello, Davide Enea Casarin, Zeynep Dagli, Elfa nel Sacral, Gabriel Embeha, Vera Genovese, Elena Grossi, Sinasi Gunes, Sam Heydt, Mya Lurgo, Benna Gaean Maris, Giuseppe Mongiello, Roberta Petrangeli, Zoran Poposki, Andrea Sartori, Oli Sorenson, Alvaro Verduzco e Elena Vijoli.

Il progetto attualmente presenta 34 opere “prima e dopo” la rivisitazione immaginifica. Gli artisti sono liberi di ri-trattare ciò che ritengono valevole per allentare il pathos collettivo.

L’obiettivo è arrivare a 100 “visioni/versioni” rivedute e corrette nella sostanza, più che nella forma. Dopodiché è prevista una mostra presso la nuova sede di Nellimya Arthouse (ad Aranno, Svizzera).
Infine un catalogo espositivo del medesimo evento sarà presentato al Dipartimento Culturale delle Nazioni Unite.

 

△ Clicca qui per vedere tutte le opere

 

 

 

In copertina: Mya Lurgo, coVIDArt19-tuttoVAbene. Digitalart, gif, 2020

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