“Cibo”, a Verona il writer che combatte il fascismo con i colori

“Cibo”, a Verona il writer che combatte il fascismo con i colori

Un po’ per gioco e un po’ per caso “Cibo”, alias Pier Paolo Spinazzè, 37 anni, da vita all’arte civica (e pubblica) combattendo il fascismo cancellando le scritte dell’odio con dei gioiosi disegni: cibi prima di tutto (da qui il nome d’arte), frutta, biscotti, dolci, insaccati, e comunque tanta fantasia perché – dice – “questo è il mio modo di contrastare il cattivismo e l’ignoranza” (Un video con maggiori info lo trovi qui).
Non è casuale che Spinazzè sia cresciuto e operi a Verona, da sempre considerata, certamente semplificando, “città nera” perché qui l’estrema destra ha radici antiche e continua a clonare se stessa. “Il fascismo a Verona e provincia è una piaga – dice Cibo – e purtroppo tra le nuove generazioni continuano a far presa il messaggio i contenuti e la simbologia di questi partiti e queste formazioni”, da Forza Nuova a CasaPound, da Fortezza Europa a Progetto Nazionale.

A casa di “Cibo” le pareti sono bianche: nemmeno un quadro, manco una nuvola di spray. “Se è arte pubblica, deve esprimersi fuori, all’esterno”. In questi anni non è che siano state solo rose e fiori: i disegni di Spinazzè venivano e vengono regolarmente re-imbrattati da mani che ripristinano simboli runici e scritte laddove erano state resettate coi colori. E poi ci sono i contenziosi con le amministrazioni.

 


Maggiori info: www.facebook.com/cibooooo

 

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